LE TRIoSONATE DI F. A. Bonporti, Gentilhuomo di Trento
Bonporti

SONATE A TRE OP. 2

L’idea di realizzare un disco è nata dal desiderio di celebrare i dieci anni di attività dell’Associazione Labirinti Armonici, nata nel 2007 con il fine di diffondere e onorare al meglio la musica del periodo barocco in particolare. Dieci anni di concerti, studi, ricerca, seminari che hanno reso l’associazione un piccolo pilastro, non solo locale, per quanto riguarda la proposta musicale di qualità.
L’attenzione è ricaduta su quello che è il più autorevole compositore del periodo barocco che abbia avuto la nostra terra trentina, ovvero Francesco Antonio Bonporti, il “Gentilhuomo di Trento” che aveva destato l’interesse di Johann Sebastian Bach alla sua epoca e che è passato alla storia per il suo stile chiaro, rispettoso delle regole ma allo stesso tempo personale e caratteristico.
Bonporti scrisse quattro raccolte di dieci sonate a tre, per due violini e basso continuo. La scelta dell’opera seconda è stata dettata dal fatto che, da una prima analisi, è apparsa quella con le sonate più belle e ricche di spunti stilistici interessanti e per la presenza di una ciaccona come ultima sonata, elemento che va a rafforzare ulteriormente la ricchezza della raccolta. Il libretto interno al cd è stato curato da uno dei massimi esperti e conoscitori di Bonporti : il professor Antonio Carlini, direttore artistico della Filarmonica di Trento ha scritto la presentazione donando una cornice perfetta a questo lavoro.
Dopo tre giorni e tre notti di lavoro, il prodotto è apparso subito di qualità. Per questo motivo, anziché auto produrlo come era nei piani iniziali, si è pensato di proporlo a qualche casa discografica specializzata nel settore per capire se poteva essere interessante per il mercato internazionale.
Con grande orgoglio la casa discografica olandese Brilliant ha subito fornito un feedback positivo alle dieci sonate incise ed è partita una trattativa che ha portato alla realizzazione del nostro primo disco.
Brilliant distribuisce dischi su tutti i mercati mondiali e ora anche su piattaforme digitali come itunes o google playmusic. Nel pubblicare questo disco lo staff di Brilliant ha rilanciato l’offerta e ci ha proposto di fare un lavoro completo che potesse interessare ancora di più la sua clientela e il suo pubblico : ed ecco che quello che doveva essere un prodotto importante ma unico e finito, ha creato le condizioni per un lavoro ben più ampio e generativo, ovvero l’incisione di tutte e quaranta le sonate a tre del Bonporti, quindi, oltre all’opera seconda, l’opera prima, l’opera quarta e l’opera sesta.

SONATE A TRE OP. 1

E’ uscito a dicembre 2019 il secondo disco dedicato all’opera prima : anche in questo caso 10 sonate per due violini e basso continuo (violoncello, clavicembalo-organo) sul modello di Arcangelo Corelli in cui il dialogo tra gli strumenti è al centro della scrittura.
In questo lavoro bonportiano già dalla prima Sonata l’ispirazione romana è evidentissima accordandosi con l’estetica imperante che elaborava un linguaggio strumentale partendo dalla vocalità; va da sé però che questa come le altre opere a tre parti del Bonporti siano evidentemente più accondiscendenti ad un violinismo maggiormente spiccato.
La raccolta mostra inoltre al suo interno un’evidente evoluzione e pertanto la stessa data di pubblicazione è da intendersi idealmente come una tappa di un percorso che da qui lo accompagnerà per dieci anni, fino all’edizione dell’op. VI del 1705 per Giuseppe Sala in Venezia. L’inclinazione compositiva nell’op. I è inizialmente per un primo violino a solo con sottesi ampi spazi cadenzali nelle ben disposte pause retoriche, tuttavia nel prosieguo dell’opera l’elaborazione si amplifica verso una parità di peso tra i due violini fino ad includere anche l’idea del basso concertato (indicato nel frontespizio come Violoncello Obbligato).
Ad una lettura generale la scrittura del Nostro sottende addirittura soli e tutti aderendo così alla possibilità che il trio diventasse un vero e proprio Concerto Grosso (così come avvenne più e più volte per le stesse raccolte del Corelli). La conferma la si ha dai continui contrasti di densità dello stile, che indubbiamente porta con sé una concertazione a più parti e se ciò non bastasse vi si ritrovano nella fonte originale edita a Venezia sempre per i tipi di Sala, l’indicazione di “solo” su alcuni passi (vedasi su tutte la Seconda Sonata).

“Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.” Goethe
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